I video con le mani di Lady Diana non era così difficile
da trovare, ma questo non si può dire per la loro datazione. Ci volevano
i tapes per tre fasi di ricerca: 1. due mesi prima dell’incidente, 2. un
mese prima e 3. qualche giorno prima.
Una volta trovati i video si inizia con i lavori, fotogramma dopo fotogramma
si studia la composizione dei palmi, dalla forma, attraverso le linee principali
verso quelle secondarie, per poi finire con i segni particolari che, tutto insieme,
potrebbero svelare qualcosa o portare all’idea come leggere quello che
sui palmi si trova.
Se sui palmi si può trovare qualche segno particolare non è mai
certo e sopratutto perché il palmo sa offrire diverse strade scivolose,
come i pregiudizi, per esempio, proprio per il fatto che si può cadere
in trappola di aspettare “qualcosa” prima di iniziare.
Sono partita con i fotogrammi dei due mesi precedenti alla tragedia. Quello
che i giornali scrivevano della Principessa giaceva segnato sui suoi palmi nella
configurazione caratteriale, espressi nel grande successo e grande infelicità,
quella personale, nascosta molto di più di quello che i giornalisti fossero
riusciti a scoprire durante la sua vita, aiutati dai paparazzi in tutte le sue
avventure e le sventure.
Il filo delle verità si faceva sempre più lungo e spesso ciò
che scrivevano i giornali corrispondeva in tutto alla verità, solo che
l’infelicità personale della Principessa, che emergeva dalla combinazione
segreta delle sue linee e dai segni, si faceva sempre più oscura e profonda.
In primo momento sembrava che sul palmo di Diana non ci fossero dei segni particolari,
ma un fotogramma catturò la mia attenzione. Sulla linea della vita, all’altezza
della data della tragedia, a metà strada dal pollice verso la base del
monte della Venere, quasi nascosta nelle ombre emergeva una specie di stella,
di una forma molto particolare, un chiaro segno dell’incidente stradale.
Di per se, in un contesto pulito, questo poteva persino perdere un po’ del
suo peso, ma come lei era morta proprio in un incidente stradale, andava verificato
tutto dai diversi punti di lettura. Visti i fotogrammi, un mese prima alla tragedia,
ogni sospetto era diventato la certezza – la morte di Diana era annunciata
prima della tragica data.
Si sa con certezza che Diana andò a consultare una donna veggente per
chiarirsi delle idee riguardo qualcosa che “sentiva”. I palmi di Diana
ci svelano che possedeva una tale sensibilità che un presentimento doveva
essere più che presente.
Dunque, su base di questo suo presentimento, Diana poteva sicuramente sospettare
o temere la presenza di un punto sconosciuto nel suo destino, da cercare di svelarlo
per aiutare se stessa? Combatteva una battaglia col tempo e con dei fattori sconosciuti
nel suo destino, sui quali non poteva esercitare nessun influsso per poterli modificare,
nemmeno se avesse saputo la loro vera natura.
Il destino poi esiste, ci domandiamo tutti? Il nostro incontro con il fattore
“incognita” sarà uno dei suoi parametri? Il destino
si può modificare?
Ho continuato a studiare le mani in cerca dei nuovi segni. Idea guida era di
paragonare i palmi di Diana con quelli di Dodi, visto il loro comune destino.
Questa è una storia di noi uomini ai quali Dio diede il libero arbitrio…
per poter fare le cose liberamente, secondo ciò che siamo diventati… e solo dopo,
con quel bagaglio chiamato “il nostro operato”, affrontarlo nel giorno del giudizio…
ma gli uomini a volte credono di vivere in eterno…
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