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Il progetto realizzato da una giovane serba
Milano in 3D, tutta da «navigare»
Valeria Brkljac ha girato la città in lungo e in largo, il suo obiettivo è offrire un servizio utile agli stranieri. Ma non solo
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Una passeggiata virtuale per le strade di Milano. Senza muoversi da casa. Mezzo di trasporto: un computer. Roba da fantascienza? Niente affatto. Il progetto «La Madonnina» consente questo e altro: basta connettersi al sito www.mondoonline.net e scaricare (gratuitamente) il software Contact di Blaxxsun per ritrovarsi catapultati nelle vie cittadine.
A idearlo è stata Valeria Brkljac, la titolare della società Zampa OnLine (www.webmetropolis.org): una giovane serba, laureata in lettere all'Università di Belgrado e residente nella nostra città dal 1992. «Mi sono avvicinata a Internet quando ero ancora una studentessa. Arrivata in Italia, l'ho usato molto: mi connettevo alla ricerca di notizie, di indirizzi e così via. Ma le informazioni che riuscivo a trovare, se pur numerose, erano sparse, frammentate. Così mi sono detta: ci vuole un motore di ricerca esauriente».
L'idea di una mappa virtuale è nata dopo, anche sotto la spinta dell'esperienza portata avanti da Valeria nell'ambito dell'associazione Donne Yugo, da lei creata per offrire un aiuto concreto agli immigrati del suo Paese. «Alla base delle loro difficoltà di integrazione ci sono, tra le altre cose, la paura e il senso di spaesamento che una metropoli grande come Milano suscita, soprattutto quando si hanno alle spalle situazioni traumatiche come la guerra. Io li avevo superati girando e rigirando la città, percorrendola in tutti i sensi, sia fisicamente sia culturalmente. Ma non tutti da soli ce la fanno. E leggere una serie di informazioni scritte sullo schermo di un computer non è sufficiente: la città va vissuta nella sua interezza, è necessario avere dei punti di riferimento visivi».
Lo stimolo finale è arrivato da un videogioco: «Un giorno, mentre guardavo "Tomb Raider", ho avuto l'illuminazione: perché non creare una Milano in tre dimensioni, in tutto e per tutto uguale a quella vera, da navigare per mezzo di un semplice mouse? E così mi sono messa al lavoro».
Un lavoro incredibile: Valeria, infatti, per ottenere il massimo della somiglianza con il modello reale ha fatto tutto «a mano». Cioè ha percorso la città di metro in metro, fotografandone ogni angolo. Poi, col supporto di alcuni amici e di uno strumento apposito, ha misurato le distanze da un palazzo all'altro, da una casa all'altra, e ha disegnato le mappe dei vari quartieri. Dopodiché ha passato immagini e dati a due suoi conterranei, Zlatomir Zarkov e Goran Aleksic, programmatori professionisti, che si sono occupati della parte informatica.
A tutt'oggi è stata completata la zona del centro. Identica fin nei minimi dettagli a quella reale: dalle impalcature che nascondono il Duomo (che al momento giusto verranno eliminate) alle mattonelle del pavimento, dalle vetrine dei negozi alle facciate dei musei. Ma l'obiettivo finale è ancora più ambizioso: «L'utente si troverà di fronte a un motore di ricerca. Potrà inserire, per esempio, la parola chiave "farmacia" e ottenere non solo l'elenco degli indirizzi che soddisfano la sua richiesta, ma anche la riproduzione in 3d dei negozi, segnalati con delle bandierine illuminate».
Anche la cerchia degli eventuali destinatari si è allargata: «"La Madonnina" potrebbe essere uno strumento utile a tutti, anche se ovviamente i primi a usufruirne sarebbero gli stranieri. Un'idea è quella di mettere a loro disposizione i diversi percorsi turistici possibili a Milano: cliccando sulle rispettive icone i visitatori avrebbero l'opportunità di effettuarli virtualmente, senza neanche il bisogno di muovere il mouse».
Il problema a questo punto è economico: «Finora abbiamo fatto tutto da soli, ma adesso cerchiamo uno sponsor e la cosa più sensata sarebbe che fosse il Comune. Si tratterebbe anche di un'occasione per creare nuovi posti di lavoro: in tre siamo troppo pochi».
In attesa che qualcuno risponda all'appello Valeria e soci continuano a disegnare mappe, misurare distanze, scattare fotografie, elaborare strade in 3D… Il sogno è di consentire, un giorno, ai loro utenti di compiere un vero e proprio viaggio virtuale. Non si tratterebbe più di vedere Milano dal di fuori, attraverso lo schermo di un computer, ma dal di dentro, come se si stesse davvero camminando tra le sue mura. Basterebbe indossare un casco. E buttarsi tra i vicoli.


di Raffaella Oliva


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